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  • Franco Levi, giornalista a Milano

    La verità di un giornalista sul sionismo


    Franco Levi, un nome che ha molto da dire sul sionismo.

    Franco Levi, scrittore, saggista e giornalista a Milano , si occupa con estrema dedizione e cura degli argomenti che più sente vicini al suo cuore.

    Di origine ebraica, nasce a Milano il 9 Maggio del 1944, al termine di un periodo che tanto ha lasciato in eredità alla storia.

    Uno dei bagagli più ingombranti è senza dubbio la Shoah.

    Tuttavia, anche dai fardelli più pesanti nascono ideologie volte alla pace ed al benessere.

    Il sionismo, ovvero il movimento sovranazionale volto all’autodeterminazione di tutte le genti ebraiche. Un movimento politico internazionale, dedito all’unione di un popolo disperso nei cinque continenti di un mondo ormai martoriato dalle guerre e dalle divisioni.

    Un’idea, un’ideologia che unisce gente lontana, protesi verso un unico ed accogliente Stato per la propria gente.

    Di questo parla con saggezza e maestria Franco Levi che, oltre alle occupazioni di scrittore, saggista e giornalista a Milano , vanta un attivismo politico rimarchevole, militando anche con il movimento dei Radicali Italiani.

    La politica è per definizione, l’autodeterminazione delle idee, l’attivismo ne è la messa in pratica.

  • Franco Levi, saggista, scrittore e giornalista a Milano

    Nella prima metà del XX secolo, il 9 Maggio 1944, nasce a Milano Franco Levi.

    Una data collocata alla fine di un’era che ha solcato i peggiori mari della mente umana. Di quei mari è figlia la mente che è stata capace di ordire l’eliminazione fisica di un popolo, in nome di un’ideologia ossessionata dalla “purezza della razza” che non aveva alcuna giustificazione scientifica e tantomeno morale, un abominio che venne direttamente dalle porte dell’inferno per causare indescrivibili sofferenze ad un preciso gruppo di persone. Un’idea folle partorita da una mente altrettanto folle.

    Le origini di Franco Levi vengono proprio da quelle persone perseguitate ingiustamente, appartengono proprio a quel popolo. Perché Franco Levi è figlio di quel popolo. Il popolo che durante quel funesto periodo dell’umanità è stato oggetto di una delle peggiori nefandezze che il genere umano abbia mai compiuto. Un popolo che divenne il capro espiatorio su cui concentrare l’aggressività e il malessere delle masse, un gruppo sociale su cui scaricare le difficoltà di un Paese martoriato dalla grande depressione.


    Le origini ebraiche di Franco Levi risaltano in maniera quasi accecante nella sua professione di giornalista a Milano . I suoi scritti ne riflettono in maniera cristallina le idee.

    L’attivismo politico e la militanza nei Radicali Italiani non sono altro che il manifestarsi ed il voler manifestare quanto di più recondito ci sia nel suo animo.


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  • Sionismo, ebraismo ed il compagno Matteotti

    Franco Levi, giornalista, scrittore e saggista applica le sue capacità ed il suo bagaglio socio-culturale anche alla traduzione di saggi. Di questo ne è evidenza il saggio “Chi ha ucciso Yitzhak Rabìn” dello scrittore canadese di origine ebraica, nonché ex agente dei servizi segreti israeliani, Barry Chamish.


    In questo saggio, Barry Chamish ricostruisce la “vera” storia dell'assassinio dell'ex primo ministro israeliano Yitzhàk Rabìn, delineandone la sua personale interpretazione in qualità di “spettatore privilegiato” degli eventi narrati e svelandone alcuni inquietanti retroscena.


    Nel libro il lettore scopre sotto una nuova luce la fitta tela di ragno degli eventi che hanno portato o che sono scaturiti o che sono contestuali all’uccisione dell’ex primo ministro israeliano Yitzhàk Rabìn.


    Quest’opera è a tutt’oggi la più importante per Franco Levi, che porta così il suo contributo alla causa sovranazionale del sionismo. Un lavoro di livello internazionale che contribuisce ad aumentare il prestigio dello scrittore milanese.